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sabato 12 agosto 2017

Progetto UNESCO


Il Progetto UNESCO (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization) desidera far riconoscere il Comprensorio delle PICCOLE DOLOMITI (10) al già acquisito territorio delle DOLOMITI, dislocato nei diversi punti indicati nella mappa sottostante.


Attraverso la certificazione del tipo di DOLOMIA e le MAPPE GEOLOGICHE e MORFOLOGICHE del nostro territorio puntiamo nella sicurezza di questa acquisizione.
esempio di mappa geologica dolomitica

mappa delle diverse zone dolomitiche


La Fondazione UNESCO DOLOMITI ha ottenuto nell'anno 2009 il riconoscimento. Ecco il testo:

"Nel 2009 l’UNESCO ha iscritto le Dolomiti tra i Patrimoni naturali dell’umanità. Si tratta di un Bene complesso sia dal punto di vista geografico che amministrativo, composto da nove Sistemi ed esteso su 142mila ettari in 5 Province e 3 Regioni. Nel 2010 nasce, in accordo con UNESCO, la Fondazione, il cui compito è garantire una gestione efficace del Bene seriale, favorirne lo sviluppo sostenibile e promuovere la collaborazione tra gli Enti territoriali che amministrano il proprio territorio secondo diversi ordinamenti."

mappa di riconoscimento delle zone dolomitiche

mappa zone dolomitiche

libretto esplicativo delle DOLOMITI
Patrimonio Mondiale UNESCO

La Nascita delle Dolomiti

"De ròba vèyes
e de prúmes témpes
ay ó aldí
e vo kanté bayédes
"
Di fatti antichi
e tempi remoti
io ho conoscenza
e voglio raccontarvi
Introduzione dei Cantastóries ladinici



 
Nel luglio 1791 l´aristocratico, avventuriero e naturalista Diedonnè-Silvain-Guy-Tancrede de Gvalet de Dolomieu pubblica un breve articolo su un particolare tipo di calcaree che non reagiva con l´acido e che lui stesso aveva raccolto durante uno dei suoi viaggi nel Tirolo. Tre anni dopo il naturalista Richard Kirmandescrive questo tipo di roccia come Dolomia, da cui alla fine deriva il nome dei monti pallidi -le Dolomiti.  Per lungo tempo la genesi delle dolomia e sopratutto la morfologia delle Dolomiti -  caratterizzata  da ripide cime circondati da ampie vallate - rimase un segreto insolvibile. 

Antiche leggende narrano che tanto tempo fa le Dolomiti erano un regno di monti scuri ricoperti da tenebre foreste. Il giovane principe di questo regno amava andare a caccia in queste foreste, dove un giorno incontro una fanciulla di straordinaria bellezza e la pelle bianca come la neve. Fu amore a prima vista e poco dopo fu celebrato il matrimonio. Ma la ragazza ben presto fu colta da una grande tristezza e si ammalo. Il principe chiese alla sua sposa cosa fosse il motivo del suo dolore, e lei rivelò che era la figlia della luna e che quei monti scuri al di fuori del castello la deprimevano. Il principe propose che entrambi ritornassero sulla luna, ma questo era impossibile, dato che nessun terrestre potrebbe sopportare il bianco candido del paesaggio lunare senza impazzire. 


Disperato il principe ritorno nella foresta. Ben presto perse il sentiero, quando all'improvviso senti un lamento. Su una pianura vide un ometto con una lunga barba bianca. "Chi sei é perché sei tanto infelice" chiese il principe? "Io sono il re dei nani, e mi dispero per il destino del mio popolo, che é stato scacciato dalle sue terre e nessuno ci vuole accogliere, poiché queste terre sono già occupate." Il principe a sua volta racconto il suo triste destino e del suo amore impossibile. A un tratto il re dei nani esclamo "ascoltate, entrambi i nostri problemi possono essere risolti, prometteteci solo che le terre spoglie delle vostre montagne siano nostre." Il principe acconsentì, anche se incredulo.
In quella stessa notte i nani cominciarono a filare la luce candida della luna in un filo di puro argento e ad avvolgere le scure rocce con esso. Ben presto le ripidi pareti che sovrastavano le vallate luccicavano in un bianco sovrannaturale. Grande fu la gioia nel regno quando la principessa - vedendo la trasformazione del paesaggio - ritrovó la sua gioia di vivere. Da allora queste montagne furono conosciute come i Monti Pallidi.


La soluzione scientifica - ma non di meno fantastica - sarà trovata in un luogo insospettato e lontano dalle odierne  montagne.

Come l´antica dea della bellezza Venere anche le Dolomiti sono figlie dell´oceano.

Nel 1704 un certo Mr. Strachan pubblica una descrizione di una barriera corallina, basandosi su resoconti di marinai e altri naturalisti, in cui menziona la "crescita" delle rocce che la compongono. Tra il 1772 e il 1775 il naturalista di origine tedesca Georg Forsteraccompagna il capitano James Cook su una delle sue esplorazioni. Forster riconosce l´origine biologica della struttura corallina, costruita da coralli e alghe, e riporta che un atollo può raggiungere un incredibile spessore di 300 a 600 metri.
Quasi mezzo secolo più tardi un giovane naturalista inglese rivoluzionerà le conoscenze sulla geologia degli atolli. Charles Darwin comprende che gli organismi che costruiscono la barriere corallina necessitano la luce solare per  la loro fotosintesi (per lungo tempo i polipi verranno considerati delle piante, quando di fatto si tratta di una simbiosi di animali con alghe monocellulari). Lo spessore degli atolli può essere spiegato con il lento sprofondamento della base di origine vulcaniche, su cui si insediano i primi coralli e che colmano il spazio tra il fondale marino e la superficie del mare.

Il libro che Darwin pubblicherà nel 1842 sulla "The Structure and Distribution of Coral Reefs" influenzerà a sua volta il geologo austriaco Baron Ferdinand F. von Richthofen che nel 1860 studia la geologia delle Dolomiti. Richthofen riconosce che le vallate e le colline che circondano le vette dolomitiche si sono sviluppate nei sedimenti facilmente erodibili di antichi bacini marini. Gli ammassi dolomitici invece sono le antiche barriere coralline, che composte da dura e cementificata roccia dolomitica resistono alle intemperie e all´erosione.
  
Fig.4 "La barriera di Richthofen", resti di una barriera corallina triassica che progrediva nei bacini sedimentari - perlopiù marne e arenarie - della formazione di San Cassiano e La Valle, immagine ripresa da MOJSISOVICS 1879.

Bibliografia:

DARWIN, C. (1898): The Structure and Distribution of Coral Reefs. 3th edition, D. Appleton & Co., New York: 214
DOBBS, D. (2005) Reef Madness: Charles Darwin, Alexander Agassiz and the meaning of coral. Pantheon Books: New York 
FISCHER, A.G. & GARRISON, R.E. (2009): The role of the Mediterranean region in the development of sedimentary geology: a historical overview. Sedimentology 56: 3-41
 
MOJSISOVIC, E.v. (1879): Die Dolomit-Riffe von Südtirol und Venetien: Beiträge zur Bildungsgeschichte der Alpen. Alfred Hölder, Vienna: 551
 
SCHLAGER, W. & KEIM, L. (2009): Carbonate platforms in the Dolomites area of the Southern Alps - historic perspectives on progress in sedimentology. Sedimentology 56: 191-204

lunedì 23 maggio 2016

NOMENCLATURA della MONTAGNA


Prima di andare in montagna sarebbe bene INFORMARSI prima a casa attraverso CARTINE, GUIDE, LIBRI, DVD, CD e quant'altro possa essere di aiuto nella comprensione di ciò che stiamo per incontrare.

TOPONOMASTICA - ONOMASTICA - ODONOMASTICA - DEONOMASTICA - OROGRAFIA - GEOLOGIA - IDROLOGIA - IDROGEOLOGIA - CARTOGRAFIA ... 

sono parole che ci fanno meglio comprendere i luoghi dove stiamo per camminare, posti meravigliosi che stiamo per scoprire.


Onomastica

Tratto da Wikipedia
L'onomastica è lo studio dei nomi propri di tutti i generi, delle loro origini e dei processi di denominazione nell'ambito di una o più lingue o dialetti. Il termine deriva dal termine greco ὄνομα ònoma "nome" (radice indoeuropeo *nom-, confronta latinonomen). Nata intorno al 1850, si considera come una parte della linguistica che presenta forti collegamenti con la storia e la geografia.

Caratteristiche

Essa può essere ripartita come segue:
  • TOPONOMASTICA, studio dei nomi dei luoghi, della loro origine e della loro evoluzione; oltre ai nomi di città e località abitate, essa esamina:
    • gli idronimi, nomi di fiumi e altri corsi d'acqua,
    • limnonimi, nomi dei laghi,
    • gli oronimi, nomi dei monti e degli altri rilievi,
    • coronimi, nomi di regioni geografiche o amministrative
    • gli odonimi nomi delle strade.
  • ODONOMASTICA, l'insieme dei nomi delle aree di circolazione di un centro abitato ed il suo studio storico-linguistico
  • ANTROPONIMIA o ANTROPONOMASTICA, studio dei nomi propri delle persone e che ha notevole rilevanza per la storia politica, culturale, delle istituzioni e del costume. In base al significato o all'uso, gli antroponimi possono essere classificati in:
    • agionimi, dal nome di un santo (es. Giorgi);
    • coronimi, dal nome di una regione passata o presente (es. Siciliano);
    • etnonimi, dal nome di un popolo (es. Tedeschi);
    • familonimi, dal nome di una famiglia (es. Degli Esposti);
    • fitonimi, dal nome di una pianta (es. Fiorello);
    • idronimi, dal nome di un fiume (es. Fiume);
    • ieronimi, soprannome esoterico (es. ARA)
    • limnonimi, dal nome di un lago (es. D'Orta);
    • necronimi, dal tema della morte (es. Dellamorte);
    • ornitonimi, dal nome di un uccello (es. Colombo);
    • oronimi, dal nome di un monte (es. Alpi);
    • paleonimi, dal nome antico di una località (es. Partenope);
    • poleonimi, dal nome di un centro abitato (es. Milani);
    • pseudonimi, nome d'arte (es. Alberto Moravia);
    • tecnonimi, da una professione (es. Pintor);
    • teonimi, dal nome di un dio (es. Mercuriali);
    • zoonimi, dal nome di un animale (es. Agnelli)
Il passaggio da una tipologia onomastica all'altra è detto transonimizzazione.
  • ETNO-TOPONOMASTICA, settore disciplinare avente per oggetto i nomi etnici ed in particolare i nomi degli abitanti delle località e delle regioni di spessore storico;
  • Studio degli APPELLATIVI, cioè dei nomi propri trasformatisi in denominazioni comuni, come Cicerone per guida turistica, bacucco (da Abacuc) o Shantung per stoffa.
Occorre osservare che spesso il termine onomastica è usato in senso restrittivo come sinonimo di antroponimia. Inoltre il nome seguito da un opportuno aggettivo (onomastica italiana, onomastica siciliana, onomastica militare, ...) denota la collezione dei nomi appartenenti ad una lingua, un'area geografica, un'area sociale, ecc.

Deonomastica

Tratto da Wikipedia
La deonomastica è lo studio dei nomi comuni, delle espressioni (come modi di direidiotismi o unità lessicali superiori) o delle formazioni univerbate che originano dai nomi propri, anche attraverso meccanismi di derivazione[1]. Tali nomi sono detti deonomastici (o anche deonimici)[2].
Di alcune di queste espressioni si sono perse le origini[1].

Toponomastica

Tratto da Wikipedia
La toponomastica è l'insieme dei nomi attribuiti alle entità geografiche (toponimi), ed il loro studio storico-linguistico.

Importanza storica della toponomastica

La linguistica storica concentra una grande attenzione sui toponimi perché, ad esempio, le radici di questi ultimi possono risentire poco del passaggio da una lingua alla successiva; in mancanza di rinvenimenti archeologici un nome può essere dunque l'ultima testimonianza di lingue completamente estinte.

L'analisi toponomastica

L'analisi toponomastica di un territorio avviene in primo luogo attraverso l'individuazione ed il censimento di tutti i toponimi esistenti, ricavati dalla consultazione dei vari registri e planimetrie disponibili, e, quindi, attraverso lo studio dei toponimi storici (in gran parte non più in uso), ricavati da fonti antiche quali catasti storici, atti notariliarchivi parrocchiali e comunali, con eventuale individuazione o ricostruzione del loro significato e origine.

In Italia

Il materiale indispensabile per il censimento toponomastico di un territorio in Italia è costituito dai seguenti documenti:
Tra le toponomastiche più importanti d'Italia quelle di RomaBolognaFirenzePalermo e la meglio conservata di tutte, quella di Venezia. A quest'ultima vi si è dedicato Giuseppe Tassini.


Orografia

Tratto da Wikipedia


Rappresentazione orografica del sistema Lago di Santa Croce - Lago Morto
L'orografia (dal greco antico ὄρος, montagna, e γραφή, scritto) è quella branca della geografia fisica che studia i rilievi della Terra, sia quelli della superficie sia quelli sottomarini. Tali studi si avvalgono in primo luogo di rappresentazioni cartografiche del globo terrestre. L'orografia di un territorio viene in genere esaminata insieme alla sua idrografia, ovvero alle caratteristiche ed alla distribuzione delle acque superficiali eventualmente presenti.[1]

Influenza sul territorio

L'orografia ha un forte impatto sia sul locale che su quello globale. Per esempio, l'orografia dell'Africa orientale determina sostanzialmente la forza del monsone indiano. Un esempio dell'influsso dell'orografia su porzioni più limitate di territorio sono le nubi orografiche, che si sviluppano a ridosso di molte catene montuose.

Applicazioni dell'orografia

Lo studio del rilievo di una certa porzione di territorio, in genere di estensione relativamente limitata, viene effettuata preliminarmente per decidere la collocazione di opere ingegneristiche quali infrastrutture viarie o stabilimenti produttivi. Ad esempio lo studio delle pendenze di una zona è indispensabile per la progettazione di una strada che transiti nella zona stessa. L'orografia viene anche considerata quando viene valutata la dispersione nell'atmosfera e sul territorio diinquinanti[2]

Modellizzazione


Differenza tra un modello digitale di elevazione(DEM) e un modello digitale del terreno (DTM)
Oltre all'analisi della classica cartografia bidimensionale su supporto cartaceo l'orografia si avvale di modelli digitali del terreno (DEM) che permettono analisi almeno in parte informatizzate dei territori oggetto di studio. Tali modelli del terreno si differenziano dai modelli digitali di elevazione (DTM) perché non tengono conto dei manufatti e della vegetazione che si trovano al di sopra della superficie terrestre.

Voci correlate



Geologia



Tratto da Wikipedia

Immagine del frontespizio del volume Principi di Geologia di Charles Lyell
La geologia (dal greco γῆ, , "terra" e λόγος, logos, "studio") è la branca dellescienze della Terra che studia la Terra e i processi che la plasmano e la cambiano. Nei tempi moderni la geologia è importante per la valutazione delle risorse idriche, per la previsione e la comprensione dei pericoli naturali, per l'individuazione ed il risanamento dei problemi ambientali, per la pianificazione territoriale e la realizzazione di opere pubbliche e private, per il rilevamento di risorse naturali ad esempio minerali ed idrocarburi (in primis petrolio e metano), per l'estrazione di molti materiali d'uso commerciale e industriale, per lo studio sui mutamenti del clima e dell'ambiente.

Descrizione

Nel campo scientifico la geologia ha fornito la prova principale per la tettonica delle placche, ha ricostruito la storia della vita e dell'evoluzione delle specie viventi, ha ricostruito le evoluzioni dei climi del passato, ha fornito gli elementi (e indaga tuttora) per la comprensione di molti fenomeni naturali.
Lo studio approfondito del nostro pianeta ha portato a suddividere la geologia in molte discipline specializzate tra cui le più conosciute sono: la Vulcanologia, che studia i vulcani, la Sismologia, che si occupa di terremoti, la Geomorfologia che esamina le forme e il modellamento del paesaggio, la Pedologia che studia i suoli, l'Idrogeologia che si concentra sulle acque sotterranee, la Mineralogia e la Petrografia che si occupano rispettivamente di minerali e rocce, e la Paleontologiache a partire dai fossili ricostruisce la storia della vita sulla Terra dalla sua origine sino ad oggi. La geologia si occupa anche della ricostruzione della storia della Terra attraverso l'indagine della successione degli eventi fisici, chimici e biologici che ne hanno determinato nel corso dei tempi l'evoluzione fino allo stadio attuale.
Dalla fine del XX secolo la geologia ha esteso il suo campo di indagine a tutti pianeti ed agli altri corpi solidi facenti parte delsistema solare.
Data la vastità e la complessità delle problematiche legate a questo campo di studi, la geologia è integrata con altre discipline, che costituiscono l'insieme delle scienze della Terra:
  • la geofisica per lo studio della Terra tramite la misurazione e l'interpretazione di parametri fisici con strumenti posti prevalentemente sulla superficie terrestre, entro pozzi perforati fino ad una profondità di pochi chilometri dalla superficie o telerilevamenti da satelliti, integrati con concetti di fisica e scienza dei materiali;
  • la mineralogia per l'analisi dei minerali contenuti nelle rocce integrandosi con chimica e fisica;
  • la paleontologia per lo studio dell'evoluzione degli organismi vissuti sulla superficie del pianeta integrandosi con labiologia e la botanica;
  • l'astronomia, quando alcuni fenomeni sono direttamente generati dall'interazione della Terra con altri corpi planetari o stellari (ad esempio l'impatto con un meteorite).

Ambiti specialistici della geologia

La geologia afferente alle scienze della Terra può essere a sua volta suddivisa in numerosi ambiti specialistici, spesso intercomunicanti tra loro:
  • Geologia generale: studio dei meccanismi e delle cause che hanno generato e modificato la Terra
    • Petrografia: descrive e classifica le rocce secondo le loro caratteristiche di colore, granulometria (tessitura), organizzazione strutturale dei singoli elementi che la compongono (fabric)
    • Petrologia: studia l'origine e le modalità evolutive dei tipi di rocce
  • Geochimica: la scienza che studia la distribuzione ed i rapporti quantitativi degli elementi chimici contenuti nella litosfera, nell'idrosfera, nell'atmosfera e nella biosfera, e le loro interazioni
    • Sedimentologia: analisi dei processi e degli ambienti che portano alla formazione di una roccia sedimentaria
  • Stratigrafia: studio dell'organizzazione nel tempo e nello spazio delle successioni rocciose sedimentarie e della loro datazione (vedi anche Paleontologia e Paleogeografia)
    • Icnologia: studio delle tracce fossili preservate nelle rocce.
    • Biostratigrafia: studio della distribuzione dei fossili entro gli strati rocciosi, e della loro evoluzione per determinare l'età delle formazioni rocciose e compiere correlazioni locali, regionali e globali.
    • Geocronologia: studio dell'età assoluta delle rocce
    • Cronostratigrafia: integrazione dei risultati della Biostratigrafia e della Geocronologia per produrre uno schema, di tipo gerarchico, di datazione delle rocce applicabile a larga scala possibile ed al maggior numero possibile di rocce.
  • Tettonica: studio delle deformazioni rigide o plastiche della crosta terrestre
  • Geologia regionale: che individua aree (chiamate regioni[1]) omogenee dal punto di vista geologico, della crosta terrestre, ne descrive i lineamenti geologici tipici, ne delinea la storia geologica ed i rapporti reciproci con le regioni confinanti.
  • Geologia storica: che organizza i dati della geologia regionale, stratigrafia e geologia tettonica in una sequenza di eventi che descrivono l'evoluzione della crosta terrestre durante le ere geologiche
  • Geomorfologia: studio delle forme della superficie terrestre e dei processi che le originano e\o contribuiscono alla loro evoluzione
    • Climatologia: studio del clima terrestre attuale e passato
    • Idrologia: studio delle relazioni fra l'acqua e la superficie terrestre in senso lato
    • Glaciologia: studio dei ghiacciai terrestri.
  • Vulcanologia: studio dell'origine, dell'evoluzione, delle forme e dei prodotti di un vulcano
  • Geofisica: (anche detta fisica terrestre) è in generale l'applicazione di misure e metodi fisici allo studio delle proprietà fisiche del pianeta Terra.
  • Geologia Planetaria o Esogeologia : studio dei pianeti del Sistema Solare e di componenti geologici extraterrestri.
Quando il geologo, spesso utilizzando conoscenze e tecniche di più rami della geologia, svolge attività di campagna per il riconoscimento degli elementi geologici di un territorio e la compilazione di una cartografia geologica, si parla di rilevamento geologico.
Altre suddivisioni sono utilizzate per specifici campi di intervento della geologia:
  • Geologia applicata: è un termine onnicomprensivo che si riferisce all'utilizzo delle Scienze della Terra per la soluzione di problemi dell'uomo e dell'uomo in relazione all'ambiente, in cui l'aspetto geologico gioca un ruolo rilevante sia per competenze tematiche sia in termini di legge.
  • Geologia degli idrocarburi è un termine usato per indicare uno specifico gruppo di discipline di Scienze della terrasviluppate ed applicate alla ricerca e produzione di idrocarburi dal sottosuolo. Le conoscenze acquisite in questo campo oggi vengono estese ai campi applicativi della geotermia profonda, dello stoccaggio sotterraneo del gas, e dello smaltimento sotterraneo dell'anidride carbonica.
  • Geologia mineraria: indica l'applicazione e l'approfondimento di alcune branche delle Scienze della Terra allo scopo di individuare e sfruttare le risorse minerarie, rinvenibili nella crosta terrestre
  • Geologia marina: è un termine onnicomprensivo che indica lo studio delle caratteristiche attuali dei mari e dei loro fondali dal punto di vista delle Scienze della Terra
  • Geologia urbana: studio delle aree urbane, in funzione delle caratteristiche fisiche del territorio. Si avvale di un approccio metodologico interdisciplinare. Si avvale di dati non solo attinenti alle Scienze della Terra, ma anche pertinenti ad altre discipline (dati geoarcheologici, storici, cartografici ecc.).
  • Geotecnologie: si occupa dello studio del territorio con l'aiuto e lo sviluppo delle tecnologie digitali informatiche (tecniche di telerilevamentofotogrammetria digitale, elaborazione di cartografie tematiche...)
È interessante osservare come ciascuno di questi ambiti, in cui convenzionalmente è suddivisa la geologia, pur sviluppandosi in una specializzazione sempre più spinta, richiedano sempre una forte interdisciplinarità per una loro corretta interpretazione, e come i risultati di ogni studio possono avere una ricaduta di interesse teorico e pratico negli altri ambiti geologici.

Storia della geologia

Il termine "geologia" fu utilizzato per la prima volta nel 1603 dal naturalista Ulisse Aldrovandi, ma le prime ipotesi che la Terra avesse un comportamento dinamico e che quindi i rapporti tra continenti e oceani potessero cambiare furono formulate già dai filosofi pitagorici.

Voci correlate