lunedì 23 maggio 2016

COS'E' LA MONTAGNA?

Montagna

Tratto da Wikipedia
Una montagna è un rilievo della superficie terrestre che si estende sopra il terreno circostante in un'area limitata. Secondo le convenzionieuropee la sua altezza deve essere di almeno 600 metri sul livello del mare (s.l.m.) ed il suo aspetto deve essere almeno parzialmente impervio.[1] Analogamente si parla di montagna anche riferendosi ai rilievi che si incontrano sugli altri pianeti o sui loro satelliti.
È formata da un agglomerato di terra e roccia che si alza dallasuperficie della Terra, raggiungendo a volte anche quote altimetrichemolto elevate, e con caratteristiche geomorfologiche diverse per ciascuna montagna.

Definizione e terminologia


Il Colle San Bernardo (957 m s.l.m., a sinistra dove sono le pale eoliche), e il Monte Galero (1.708 m s.l.m., a destra), nelle Prealpi Liguri
A seconda delle varie necessità, ci sono tre definizioni di montagna: convenzionale, tradizionale e statistica.
Per ciò che riguarda la definizione convenzionale si ricorda che i requisiti indicati da essa (altezza di almeno 600 metri ed aspetto almeno in parte impervio) devono essere soddisfatti contemporaneamente. Infatti un'area della superficie terrestre posta al di sopra dei 600 m s.l.m., ma priva di asperità del terreno, viene definita altopiano e un rilievo che non raggiunge i 600 metri di altezza può essere definito collina[1].
Passiamo ora a considerare la definizione tradizionale. Nonostante le convenzioni, dobbiamo tener presente che, fin dalle epoche più antiche, la parola monte evoca nella mente dell'uomo un insieme di idee che prescinde dalla possibilità pratica di misurare l'altezza dei rilievi. Dunque quando l'uomo ha dato nome alle alture che lo circondavano, ha usato la parola monte in base alle idee che esse gli evocavano, come ad esempio la difficoltà di raggiungere la cima, la vicinanza al cielo, l'inaccessibilità di alcuni versanti.
Nella toponomastica italiana quindi sono detti "monti" alcuni rilievi aspri e dal carattere impervio, anche se non raggiungono l'altezza di 600 metri; sono inoltre chiamati "colli" anche rilievi superiori a 600 metri, quando questi non hanno pareti rocciose o forme dirupate. Esempi classici sono il Monte Circeo e il Monte Conero, promontori dall'aspetto aspro, considerati monti anche se per alcune decine di metri non raggiungono l'altezza convenzionalmente prevista. Esempio opposto è costituito delle Langhe, che superano i 600 m s.l.m., ma che non sono particolarmente impervie, né visibilmente sporgenti dal terreno e perciò sono considerate colline.
Infine ricordiamo la definizione statistica di montagna. Nella cartografia e nella statistica è necessario adottare criteri di semplificazione rispetto sia alla definizione convenzionale, sia alla toponomastica. In relazione alla classica tripartizione del territorio in montagna, collina e pianura, infatti, la legenda delle carte fisiche e gli studi statistici usano il termine montagnaintendendo la parte di territorio posta al di sopra dei 600 m s.l.m., indipendentemente dal carattere impervio e dal nome tradizionale.
Un insieme di montagne vicine e collegate tra di loro prende il nome di gruppo montuosomassiccio montuoso o catena montuosa. Infine si è soliti distinguere in bassa montagna ed alta montagna, indicando generalmente come quota di suddivisione i 1.500 m s.l.m.
Lo studio delle montagne, assieme a quello degli altri rilievi terrestri, rientra nella branca della geografia fisica nota comeorografia.

Caratteristiche fisiche

Parti di una montagna

Per descrivere una montagna si ricorre a vari elementi che la possono formare:
  • vetta o cima secondo le definizioni date prima: una montagna può avere più vette o cime distinte;
  • anticime, sottocime, vette secondarie: elevazioni che non hanno la prominenza necessaria per essere chiamate vette;
  • spalla: fianco di una montagna particolarmente pronunciato;
  • cresta: approssimando una montagna ad una piramide la cresta corrisponde allo spigolo della figura geometrica;
  • gendarme: pinnacolo di roccia sul fianco o sulla cresta della montagna;
  • versante: sempre approssimando la montagna ad una piramide i versanti corrispondono alle facce della stessa; ognuno di essi avrà una diversa esposizione a seconda del proprio orientamento rispetto ai punti cardinali.
  • passo (o valico): il punto più basso tra due montagne che permette di attraversarle.
  • piede: punto più basso di una montagna
  • valle:il piano che circonda la montagna (potrebbe anche circondarle metà o una parte minore o maggiore)

Vetta di una montagna


Il Chimborazo visto da est
La parte più elevata della montagna viene generalmente chiamatavetta o cima. Una montagna può avere una o più vette. A tal proposito l'UIAA, utilizzando il concetto di prominenza topografica ha detto che si parla di vette (summits) distinte se la prominenza è almeno uguale a 30 m ed invece si parla di montagne (mountains) distinte se la prominenza è almeno uguale a 300 m. Vale quindi la seguente tabella:
TermineProminenza
sottocima (o anticima)< 30 m
vetta30 m o più
montagna300 m o più
Le eventuali elevazioni secondarie che non raggiungono la prominenza necessaria possono chiamarsi anticime oppure vette secondarie.[2]
Va però osservato che nella lingua italiana l'applicazione di tale definizione può dare a volte risultati piuttosto artificiosi; molti rilievi noti come montagne sia nella cartografia che nel parlare comune risultano infatti ridotti a semplici vette. Per esempio ilMonte Saccarello (2.200 m), il rilievo più alto della Liguria, avendo una prominenza topografica di soli 164 m rispetto al Passo Basera (2.036 m), perderebbe la propria qualifica di montagna.[3]

Altezza


Il Monte Everest, il monte più alto del mondo
L'altezza o quota altimetrica di una montagna viene definita come la distanza verticale dalla vetta della stessa e fino a raggiungere il livello medio del mare. La più alta montagna della Terra è il Monte Everest, di 8.850 m s.l.m. secondo la misurazione fatta da satellite nel 2002;[4]si trova nella più importante catena montuosa del pianeta, l'Himalayache separa India, Nepal e Bhutan dalla Cina.
In alternativa alla definizione data si potrebbero utilizzare altre definizioni: partendo dal centro della terra oppure dalla base della montagna stessa. Infatti per via del rigonfiamento equatoriale le montagne che si trovano più vicine all'equatore hanno una maggior distanza dal centro della terra. Inoltre una montagna può ergersi da un fondale oceanico posto sotto il livello del mare.
In questo modo il Monte Chimborazo, in Ecuador, è 2.150 m più lontano dell'Everest rispetto al centro della Terra ma con 6.272 m non è nemmeno il picco più alto delle Ande. Inoltre il Mauna Loa risulta più alto dell'Everest se lo si misura a partire dalla sua base sul fondale oceanico ma non se si misura la sua vetta a partire dal livello del mare.
Infine parlando delle montagne extraterrestri la più alta montagna del sistema solare è l'Olympus Mons, che si trova suMarte, che supera i 27 km di altezza.

Prominenza

Per evidenziare l'importanza di una montagna viene anche introdotto il concetto di prominenza topografica. Questa definizione va a dire quanto una montagna sia isolata oppure quanto prevalga su quelle che ha nei suoi dintorni.

Isolamento topografico

Anche l'isolamento topografico è un elemento che concorre a determinare l'importanza di una montagna; si tratta in questo caso della minima distanza orizzontale tra la montagna stessa e il più vicino punto di altezza maggiore.

Importanza idrologica


Un ruscello nelle valli montagnose del Khevsureti
Spesso le montagne rappresentano delle linee spartiacque da cui si originano bacini idrografici nei quali confluiscono le acque meteoriche che generano ruscellitorrentilaghi e fiumi che scorrono poi verso valle fino a sfociare in mare aperto, costituendo importanti risorse idriche per agricolturaallevamento e attività umane industriali.

Formazione e sviluppo

Formazione del Cape Fold Belt, in Sudafrica
Una montagna viene usualmente prodotta dal movimento delleplacche litosferiche, sia per movimento orogenetico che permovimento epirogenetico. Le forze compressive, il sollevamento isostatico e l'intrusione di materiale igneo, forzano le rocce superficiali verso l'alto, creando una massa più elevata che nel territorio circostante. A seconda dell'altezza si ottiene una collina o, se più alta e ripida, una montagna. L'altezza assoluta di montagne e colline varia a seconda della topografia dell'area.
Le montagne più alte tendono a presentarsi in lunghi archi lineari, indicando attività e confini delle placche tettoniche. La creazione delle montagne tende ad avvenire in periodi di tempo definiti, dettiorogenie. Due tipi di montagne vengono formati a seconda di come le rocce reagiscono alle forze tettoniche - per sollevamento o per ripiegamento.
Alcune montagne isolate vengono prodotte da vulcani, comprese alcune isole, apparentemente piccole, che raggiungono una notevole altezza rispetto al fondale oceanico (vedi Seamount).
Le montagne vengono create per sollevamento quando larghe zone vengono rotte da faglie che creano grandi dislocamenti verticali. I blocchi sollevati costituiscono le montagne. I blocchi che cadono da queste possono essere piccoli o formare estesi sistemi di fosse tettoniche. Questo tipo di paesaggio si può vedere in Africa orientale, sui Vosgi, nella valle del Reno e nella zona del Basin and Range nel Nord America occidentale.
Quando la roccia non si sfaglia si ripiega, simmetricamente o asimmetricamente. Le pieghe possono essere antiformi osinformi. Nel ripiegamento asimmetrico possono esserci pieghe giacenti o rovesciate. Le montagne del Giura sono un esempio di ripiegamento. Con il passare del tempo, l'erosione può portare a un'inversione del rilievo, le rocce leggere, spinte più in alto vengono trascinate via e l'antiforma diventa più bassa della sinforma, che è composta da rocce più dure.
Lo sviluppo o meno di una montagna in altezza dipende unicamente dal bilancio tra le forze di orogenesi e quelle di erosione da parte degli agenti atmosferici (precipitazioniventogelo): se le prime prevalgono sulle seconde la montagna cresce lentissimamente in altezza, se invece sono le seconde a prevalere la montagna altrettanto lentissimamente diminuisce la sua altezza. A parità di conformazione geologica montagne vecchie tendono inoltre ad apparire più dolci per effetto dell'erosione stessa, viceversa montagne più giovani tendono ad essere più aspre e aguzze.

Clima

Caratteristica delle zone montuose è anche il clima tipico con freddo d'inverno e fresco d'estate con presenza di neve eghiaccio anche perenni al di sopra di determinate quote altimetriche, mentre dal punto di vista geologico durante l'estate ighiacciai tendono a sciogliersi erodendo le rocce su cui poggiano.

Flora e fauna

Flora e fauna delle montagne tendono a cambiare in funzione della latitudine e del clima della montagna: alle medie latitudini europee animali tipici sono i camosci, gli stambecchi, le marmotte mentre tra le piante vengono spesso associate all'ambiente montano abeti[5]faggilaricigenzianestelle alpine.

Aspetti economici

Settore primario

A livello economico la montagna è sfruttata nell'attività di pascolo degli animali domestici di allevamento (ovinicaprinibovinied equini) e per la foraggicoltura.

Attività estrattive

Le montagne, con il loro nucleo roccioso, spesso sono fonti di attività estrattiva di minerali (es. oroargento) ed elementi ecomposti chimici (es. rameferrobauxitenicheluranio ecc...) con le loro rispettive miniere nell'ambito dell'industria mineraria, in generale utili ai processi produttivi e di trasformazione industriale.

Attività turistiche e sportive

Alcune montagne sono molto difficili da scalare e offrono viste spettacolari. Per questo alcune persone apprezzano l'attività dell'alpinismoarrampicata sportiva e trekking.
Le montagne sono anche il luogo dove si praticano alcuni sport invernali (sci alpinosci alpinismosci escursionismosci nordico ecc.) e meta di vacanze estive e invernali (es. settimana bianca), rivestendo dunque un'importanza non secondaria nel turismo e nelle attività economiche connesse.

La montagna nella cultura

Simbologia religiosa

La montagna rappresenta il centro del mondo e il veicolo dell'ascensione al cielo o del ritorno al principio, oltre che rappresentare il luogo della manifestazione del sacro (ierofania) e del divino (teofania). Il carattere mistico attribuito alla montagna dipende anche dal fatto che sulla sua cima, spesso coperta di nubi, si consumano le nozze sacre (ierogamia) tra Cielo e Terra.
Il monte Tabor, luogo della sepoltura di Adamo, segna l'omphalos, il centro o ombelico del mondo e sulla sua cima avviene la Trasfigurazione di CristoMosè riceve le Tavole della Legge sul Monte Sinai; il profeta Elia risiede sul Monte Carmelo; Cristo ascende dal monte degli Ulivi e viene crocefisso sul monte Calvario. Anche il cosmo viene spesso rappresentato in figura di un monte a terrazze, come la montagna del monte Meru nella mitologia induista e buddhista, o reso per mezzo di piramidi a gradoni (per es. Borobudur a Giava). Montagne divine trasformate architettonicamente erano le ziqquratdell'antica Mesopotamia. I pellegrinaggi alle montagne sacre simboleggiavano il graduale distacco dalla quotidianità e l'ascensione spirituale.
Per gli antichi Greci le cime dei propri monti (OlimpoParnasoElicona) erano la dimora degli dei o delle Muse. Alle pendici della montagna sono inoltre collocate le porte del Regno dei morti, simbolo del ritorno al principio: il ventre della Grande Madre.[6] Nella tradizione cristiana medievale spesso il Paradiso Terrestre è collocato sulla montagna del Purgatorio, come nella Divina Commedia dantesca.
Nell'iconografia cristiana il Giudice universale della fine dei tempi viene frequentemente raffigurato seduto su una montagna di nuvole. In Europa chiese e cappelle furono spesso costruite sulle cime dei monti per cancellare culti precristiani.[7]
L'uomo dunque in tutte le sue espressioni religiose e culturali scopre la naturale sacralità dei monti ed in essi si materializza il suo intimo bisogno di trascendenza e di sacro. L'uomo antico si avvicina ai monti dopo riti di purificazione; sui monti celebra culti ed innalza templi; li carica di funzioni sacrali, a volte li identifica con la divinità stessa. Spesso, in tutti i tempi, accanto alla naturale sacralità dei monti, l'uomo aggiunge, con riti propiziatori, una sacralità dedicatoria.
Nell'epoca della Controriforma cattolica nascono i Sacri monti tra Lombardia e Piemonte, esempi di una "nuovaGerusalemme".
Per lo shintoismo il Monte Fuji in Giappone è una montagna sacra.


Aspetti ecologici

Nel 1992 alla Conferenza mondiale per il clima di Rio , viene riconosciuta per la prima volta a livello globale l'importanza delle montagne con il capitolo 13 dell'Agenda 21 - Gestione degli ecosistemi fragili: sviluppo sostenibile delle zone montane .

Note

  1. ^ a b Ente Italiano della Montagna - La definizione di montagna in Europa (PDF[collegamento interrotto]. LEnte per la montagna non esiste più: Soci fondatori, su Cirmont - Centro internazionale di ricerca per la montagnaURL consultato il 22 aprile 2016.
    «L'EIM, Ente Italiano della Montagna, è stato soppresso in seguito alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 176 del 30 luglio 2010 della Legge n. 122 del 30 luglio 2010: conversione in legge, del decreto legge n. 78 del 31 maggio 2010 recante Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica. Le competenze, comprese le partecipazioni, sono state trasferite alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento Affari Regionali».
  2. ^ Per esempio la Punta Dufour si presenta come una cresta composta dalla vetta principale e da due anticime: Ostspitze eGrenzgipfel.
  3. ^ Quote altimetriche tratte da Alpi Marittime e Liguri scala 1:50.000, ed. Istituto Geografico Centrale, Torino
  4. ^ Per un discorso più approfondito sull'altezza di questa montagna, si veda la voce Everest, al paragrafo Altezza dell'Everest
  5. ^ Che peraltro alle latitudini dell'Europa centrale e settentrionale crescono benissimo anche in pianura.
  6. ^ Simboli e allegorie, Dizionari dell'arte, ed. Electa, 2003, pag. 241.
  7. ^ Le Garzantine, Simboli, 2008, pag. 308-309.

Voci correlate

NOMENCLATURA della MONTAGNA


Prima di andare in montagna sarebbe bene INFORMARSI prima a casa attraverso CARTINE, GUIDE, LIBRI, DVD, CD e quant'altro possa essere di aiuto nella comprensione di ciò che stiamo per incontrare.

TOPONOMASTICA - ONOMASTICA - ODONOMASTICA - DEONOMASTICA - OROGRAFIA - GEOLOGIA - IDROLOGIA - IDROGEOLOGIA - CARTOGRAFIA ... 

sono parole che ci fanno meglio comprendere i luoghi dove stiamo per camminare, posti meravigliosi che stiamo per scoprire.


Onomastica

Tratto da Wikipedia
L'onomastica è lo studio dei nomi propri di tutti i generi, delle loro origini e dei processi di denominazione nell'ambito di una o più lingue o dialetti. Il termine deriva dal termine greco ὄνομα ònoma "nome" (radice indoeuropeo *nom-, confronta latinonomen). Nata intorno al 1850, si considera come una parte della linguistica che presenta forti collegamenti con la storia e la geografia.

Caratteristiche

Essa può essere ripartita come segue:
  • TOPONOMASTICA, studio dei nomi dei luoghi, della loro origine e della loro evoluzione; oltre ai nomi di città e località abitate, essa esamina:
    • gli idronimi, nomi di fiumi e altri corsi d'acqua,
    • limnonimi, nomi dei laghi,
    • gli oronimi, nomi dei monti e degli altri rilievi,
    • coronimi, nomi di regioni geografiche o amministrative
    • gli odonimi nomi delle strade.
  • ODONOMASTICA, l'insieme dei nomi delle aree di circolazione di un centro abitato ed il suo studio storico-linguistico
  • ANTROPONIMIA o ANTROPONOMASTICA, studio dei nomi propri delle persone e che ha notevole rilevanza per la storia politica, culturale, delle istituzioni e del costume. In base al significato o all'uso, gli antroponimi possono essere classificati in:
    • agionimi, dal nome di un santo (es. Giorgi);
    • coronimi, dal nome di una regione passata o presente (es. Siciliano);
    • etnonimi, dal nome di un popolo (es. Tedeschi);
    • familonimi, dal nome di una famiglia (es. Degli Esposti);
    • fitonimi, dal nome di una pianta (es. Fiorello);
    • idronimi, dal nome di un fiume (es. Fiume);
    • ieronimi, soprannome esoterico (es. ARA)
    • limnonimi, dal nome di un lago (es. D'Orta);
    • necronimi, dal tema della morte (es. Dellamorte);
    • ornitonimi, dal nome di un uccello (es. Colombo);
    • oronimi, dal nome di un monte (es. Alpi);
    • paleonimi, dal nome antico di una località (es. Partenope);
    • poleonimi, dal nome di un centro abitato (es. Milani);
    • pseudonimi, nome d'arte (es. Alberto Moravia);
    • tecnonimi, da una professione (es. Pintor);
    • teonimi, dal nome di un dio (es. Mercuriali);
    • zoonimi, dal nome di un animale (es. Agnelli)
Il passaggio da una tipologia onomastica all'altra è detto transonimizzazione.
  • ETNO-TOPONOMASTICA, settore disciplinare avente per oggetto i nomi etnici ed in particolare i nomi degli abitanti delle località e delle regioni di spessore storico;
  • Studio degli APPELLATIVI, cioè dei nomi propri trasformatisi in denominazioni comuni, come Cicerone per guida turistica, bacucco (da Abacuc) o Shantung per stoffa.
Occorre osservare che spesso il termine onomastica è usato in senso restrittivo come sinonimo di antroponimia. Inoltre il nome seguito da un opportuno aggettivo (onomastica italiana, onomastica siciliana, onomastica militare, ...) denota la collezione dei nomi appartenenti ad una lingua, un'area geografica, un'area sociale, ecc.

Deonomastica

Tratto da Wikipedia
La deonomastica è lo studio dei nomi comuni, delle espressioni (come modi di direidiotismi o unità lessicali superiori) o delle formazioni univerbate che originano dai nomi propri, anche attraverso meccanismi di derivazione[1]. Tali nomi sono detti deonomastici (o anche deonimici)[2].
Di alcune di queste espressioni si sono perse le origini[1].

Toponomastica

Tratto da Wikipedia
La toponomastica è l'insieme dei nomi attribuiti alle entità geografiche (toponimi), ed il loro studio storico-linguistico.

Importanza storica della toponomastica

La linguistica storica concentra una grande attenzione sui toponimi perché, ad esempio, le radici di questi ultimi possono risentire poco del passaggio da una lingua alla successiva; in mancanza di rinvenimenti archeologici un nome può essere dunque l'ultima testimonianza di lingue completamente estinte.

L'analisi toponomastica

L'analisi toponomastica di un territorio avviene in primo luogo attraverso l'individuazione ed il censimento di tutti i toponimi esistenti, ricavati dalla consultazione dei vari registri e planimetrie disponibili, e, quindi, attraverso lo studio dei toponimi storici (in gran parte non più in uso), ricavati da fonti antiche quali catasti storici, atti notariliarchivi parrocchiali e comunali, con eventuale individuazione o ricostruzione del loro significato e origine.

In Italia

Il materiale indispensabile per il censimento toponomastico di un territorio in Italia è costituito dai seguenti documenti:
Tra le toponomastiche più importanti d'Italia quelle di RomaBolognaFirenzePalermo e la meglio conservata di tutte, quella di Venezia. A quest'ultima vi si è dedicato Giuseppe Tassini.


Orografia

Tratto da Wikipedia


Rappresentazione orografica del sistema Lago di Santa Croce - Lago Morto
L'orografia (dal greco antico ὄρος, montagna, e γραφή, scritto) è quella branca della geografia fisica che studia i rilievi della Terra, sia quelli della superficie sia quelli sottomarini. Tali studi si avvalgono in primo luogo di rappresentazioni cartografiche del globo terrestre. L'orografia di un territorio viene in genere esaminata insieme alla sua idrografia, ovvero alle caratteristiche ed alla distribuzione delle acque superficiali eventualmente presenti.[1]

Influenza sul territorio

L'orografia ha un forte impatto sia sul locale che su quello globale. Per esempio, l'orografia dell'Africa orientale determina sostanzialmente la forza del monsone indiano. Un esempio dell'influsso dell'orografia su porzioni più limitate di territorio sono le nubi orografiche, che si sviluppano a ridosso di molte catene montuose.

Applicazioni dell'orografia

Lo studio del rilievo di una certa porzione di territorio, in genere di estensione relativamente limitata, viene effettuata preliminarmente per decidere la collocazione di opere ingegneristiche quali infrastrutture viarie o stabilimenti produttivi. Ad esempio lo studio delle pendenze di una zona è indispensabile per la progettazione di una strada che transiti nella zona stessa. L'orografia viene anche considerata quando viene valutata la dispersione nell'atmosfera e sul territorio diinquinanti[2]

Modellizzazione


Differenza tra un modello digitale di elevazione(DEM) e un modello digitale del terreno (DTM)
Oltre all'analisi della classica cartografia bidimensionale su supporto cartaceo l'orografia si avvale di modelli digitali del terreno (DEM) che permettono analisi almeno in parte informatizzate dei territori oggetto di studio. Tali modelli del terreno si differenziano dai modelli digitali di elevazione (DTM) perché non tengono conto dei manufatti e della vegetazione che si trovano al di sopra della superficie terrestre.

Voci correlate



Geologia



Tratto da Wikipedia

Immagine del frontespizio del volume Principi di Geologia di Charles Lyell
La geologia (dal greco γῆ, , "terra" e λόγος, logos, "studio") è la branca dellescienze della Terra che studia la Terra e i processi che la plasmano e la cambiano. Nei tempi moderni la geologia è importante per la valutazione delle risorse idriche, per la previsione e la comprensione dei pericoli naturali, per l'individuazione ed il risanamento dei problemi ambientali, per la pianificazione territoriale e la realizzazione di opere pubbliche e private, per il rilevamento di risorse naturali ad esempio minerali ed idrocarburi (in primis petrolio e metano), per l'estrazione di molti materiali d'uso commerciale e industriale, per lo studio sui mutamenti del clima e dell'ambiente.

Descrizione

Nel campo scientifico la geologia ha fornito la prova principale per la tettonica delle placche, ha ricostruito la storia della vita e dell'evoluzione delle specie viventi, ha ricostruito le evoluzioni dei climi del passato, ha fornito gli elementi (e indaga tuttora) per la comprensione di molti fenomeni naturali.
Lo studio approfondito del nostro pianeta ha portato a suddividere la geologia in molte discipline specializzate tra cui le più conosciute sono: la Vulcanologia, che studia i vulcani, la Sismologia, che si occupa di terremoti, la Geomorfologia che esamina le forme e il modellamento del paesaggio, la Pedologia che studia i suoli, l'Idrogeologia che si concentra sulle acque sotterranee, la Mineralogia e la Petrografia che si occupano rispettivamente di minerali e rocce, e la Paleontologiache a partire dai fossili ricostruisce la storia della vita sulla Terra dalla sua origine sino ad oggi. La geologia si occupa anche della ricostruzione della storia della Terra attraverso l'indagine della successione degli eventi fisici, chimici e biologici che ne hanno determinato nel corso dei tempi l'evoluzione fino allo stadio attuale.
Dalla fine del XX secolo la geologia ha esteso il suo campo di indagine a tutti pianeti ed agli altri corpi solidi facenti parte delsistema solare.
Data la vastità e la complessità delle problematiche legate a questo campo di studi, la geologia è integrata con altre discipline, che costituiscono l'insieme delle scienze della Terra:
  • la geofisica per lo studio della Terra tramite la misurazione e l'interpretazione di parametri fisici con strumenti posti prevalentemente sulla superficie terrestre, entro pozzi perforati fino ad una profondità di pochi chilometri dalla superficie o telerilevamenti da satelliti, integrati con concetti di fisica e scienza dei materiali;
  • la mineralogia per l'analisi dei minerali contenuti nelle rocce integrandosi con chimica e fisica;
  • la paleontologia per lo studio dell'evoluzione degli organismi vissuti sulla superficie del pianeta integrandosi con labiologia e la botanica;
  • l'astronomia, quando alcuni fenomeni sono direttamente generati dall'interazione della Terra con altri corpi planetari o stellari (ad esempio l'impatto con un meteorite).

Ambiti specialistici della geologia

La geologia afferente alle scienze della Terra può essere a sua volta suddivisa in numerosi ambiti specialistici, spesso intercomunicanti tra loro:
  • Geologia generale: studio dei meccanismi e delle cause che hanno generato e modificato la Terra
    • Petrografia: descrive e classifica le rocce secondo le loro caratteristiche di colore, granulometria (tessitura), organizzazione strutturale dei singoli elementi che la compongono (fabric)
    • Petrologia: studia l'origine e le modalità evolutive dei tipi di rocce
  • Geochimica: la scienza che studia la distribuzione ed i rapporti quantitativi degli elementi chimici contenuti nella litosfera, nell'idrosfera, nell'atmosfera e nella biosfera, e le loro interazioni
    • Sedimentologia: analisi dei processi e degli ambienti che portano alla formazione di una roccia sedimentaria
  • Stratigrafia: studio dell'organizzazione nel tempo e nello spazio delle successioni rocciose sedimentarie e della loro datazione (vedi anche Paleontologia e Paleogeografia)
    • Icnologia: studio delle tracce fossili preservate nelle rocce.
    • Biostratigrafia: studio della distribuzione dei fossili entro gli strati rocciosi, e della loro evoluzione per determinare l'età delle formazioni rocciose e compiere correlazioni locali, regionali e globali.
    • Geocronologia: studio dell'età assoluta delle rocce
    • Cronostratigrafia: integrazione dei risultati della Biostratigrafia e della Geocronologia per produrre uno schema, di tipo gerarchico, di datazione delle rocce applicabile a larga scala possibile ed al maggior numero possibile di rocce.
  • Tettonica: studio delle deformazioni rigide o plastiche della crosta terrestre
  • Geologia regionale: che individua aree (chiamate regioni[1]) omogenee dal punto di vista geologico, della crosta terrestre, ne descrive i lineamenti geologici tipici, ne delinea la storia geologica ed i rapporti reciproci con le regioni confinanti.
  • Geologia storica: che organizza i dati della geologia regionale, stratigrafia e geologia tettonica in una sequenza di eventi che descrivono l'evoluzione della crosta terrestre durante le ere geologiche
  • Geomorfologia: studio delle forme della superficie terrestre e dei processi che le originano e\o contribuiscono alla loro evoluzione
    • Climatologia: studio del clima terrestre attuale e passato
    • Idrologia: studio delle relazioni fra l'acqua e la superficie terrestre in senso lato
    • Glaciologia: studio dei ghiacciai terrestri.
  • Vulcanologia: studio dell'origine, dell'evoluzione, delle forme e dei prodotti di un vulcano
  • Geofisica: (anche detta fisica terrestre) è in generale l'applicazione di misure e metodi fisici allo studio delle proprietà fisiche del pianeta Terra.
  • Geologia Planetaria o Esogeologia : studio dei pianeti del Sistema Solare e di componenti geologici extraterrestri.
Quando il geologo, spesso utilizzando conoscenze e tecniche di più rami della geologia, svolge attività di campagna per il riconoscimento degli elementi geologici di un territorio e la compilazione di una cartografia geologica, si parla di rilevamento geologico.
Altre suddivisioni sono utilizzate per specifici campi di intervento della geologia:
  • Geologia applicata: è un termine onnicomprensivo che si riferisce all'utilizzo delle Scienze della Terra per la soluzione di problemi dell'uomo e dell'uomo in relazione all'ambiente, in cui l'aspetto geologico gioca un ruolo rilevante sia per competenze tematiche sia in termini di legge.
  • Geologia degli idrocarburi è un termine usato per indicare uno specifico gruppo di discipline di Scienze della terrasviluppate ed applicate alla ricerca e produzione di idrocarburi dal sottosuolo. Le conoscenze acquisite in questo campo oggi vengono estese ai campi applicativi della geotermia profonda, dello stoccaggio sotterraneo del gas, e dello smaltimento sotterraneo dell'anidride carbonica.
  • Geologia mineraria: indica l'applicazione e l'approfondimento di alcune branche delle Scienze della Terra allo scopo di individuare e sfruttare le risorse minerarie, rinvenibili nella crosta terrestre
  • Geologia marina: è un termine onnicomprensivo che indica lo studio delle caratteristiche attuali dei mari e dei loro fondali dal punto di vista delle Scienze della Terra
  • Geologia urbana: studio delle aree urbane, in funzione delle caratteristiche fisiche del territorio. Si avvale di un approccio metodologico interdisciplinare. Si avvale di dati non solo attinenti alle Scienze della Terra, ma anche pertinenti ad altre discipline (dati geoarcheologici, storici, cartografici ecc.).
  • Geotecnologie: si occupa dello studio del territorio con l'aiuto e lo sviluppo delle tecnologie digitali informatiche (tecniche di telerilevamentofotogrammetria digitale, elaborazione di cartografie tematiche...)
È interessante osservare come ciascuno di questi ambiti, in cui convenzionalmente è suddivisa la geologia, pur sviluppandosi in una specializzazione sempre più spinta, richiedano sempre una forte interdisciplinarità per una loro corretta interpretazione, e come i risultati di ogni studio possono avere una ricaduta di interesse teorico e pratico negli altri ambiti geologici.

Storia della geologia

Il termine "geologia" fu utilizzato per la prima volta nel 1603 dal naturalista Ulisse Aldrovandi, ma le prime ipotesi che la Terra avesse un comportamento dinamico e che quindi i rapporti tra continenti e oceani potessero cambiare furono formulate già dai filosofi pitagorici.

Voci correlate